Helda meaning.

Helda /ˈɦeld̪a/: antico nome germanico che significa "guerriera".

sabato 31 marzo 2012

Perchè l'H non è muta?

"È una lettera un po’ speciale e al mondo non c’è uguale. È discreta e silenziosa e lavora senza posa. Se sta davanti è muta ma come sempre aiuta, se alla fine la fai stare, le vocali sa allungare."
Ultimamente qualcuno mi ha chiesto il motivo per cui ho deciso di chiamare il mio blog L'H Non È Muta, in effetti non è un nome che ha un grande significato, almeno non apparentemente. 
Tutto parte da un gioco che facevo alle elementari quando imparavo l'alfabeto e la maestra diceva che l'H è muta per far capire che in italiano, di solito, non la si pronuncia.
Questa cosa mi ha sempre dato un po' fastidio dal momento che il mio nome inizia per H, la consideravo una lettera fondamentale, perchè faceva la differenza, rendeva il mio nome "speciale" e lo sottolineavo ogni volta che potevo presentandomi come Helda con l'H.
Poi ho deciso di creare il blog, il mio momento per dire la mia. Dato che non volevo un blog monotematico, perchè come ho detto più volte non sono brava a dare giudizi, a recensire o a parlare di un argomento specifico, mi piace parlare di tutto e a volte anche del niente, anche perchè per parlare di qualcosa in particolare bisogna non solo conoscerla perfettamente ed avere sempre qualcosa da dire al riguardo, ma si deve anche avere un giudizio abbastanza imparziale, cosa che a me riesce abbastanza difficile, non riuscirei a tenere a bada la mia ironia e questo spiega anche il motivo per cui ai compiti d'italiano avevo voti altissimi se sceglievo l'articolo di giornale e voti mediocri quando facevo il saggio breve.
Così, mentre sceglievo un nome carino per il mio blog, ho iniziato a giocare con il mio nome, quindi l'H che sta per Helda che non è muta non solo perchè Helda essendo un nome straniero si pronuncia con l'H aspirata, ma anche perchè in questo blog parlo tanto e quindi sono tutt'altro che "muta".
Sì, mi rendo conto che rispetto ad altri blog, il nome che ho scelto per il mio non è forse molto avvincente, ma non ne avrei potuto trovare uno che mi rispecchi di più. 
Dite la verità, non c'avete capito un'H?


venerdì 30 marzo 2012

Come riempire un post parlando del nulla.

Guardando la diretta streaming di A Tu Per Gu di ieri sera ho notato una cosa che mi ha divertita molto: Guglielmo ed io - fatte le dovute distinzioni per cui lui lavora a Radio DeeJay ed io scrivo minchiate in un blog con venti visualizzazioni al giorno - facciamo a gara per gli argomenti più stupidi di cui parlare, lui in radio e io sul blog. Mi piace pensare a questa specie di collegamento indiretto, che ovviamente non esiste, ma aiuta ad aumentare la mia autostima che in questo periodo è sotto lo zero, come il clima poco più di un mese fa.
Sì, è vero che lunedì avevo promesso che non avrei più parlato di Guglielmo per un po', ma proprio non ci riesco e questo mi fa crollare addosso la terribile consapevolezza che quella parte bimbominkia insita in ognuno di noi, sta prendendo il sopravvento su di me. Giuro che una cosa del genere non succedeva dai tempi dei Blue, in cui pensavo di essere la fidanzata di Duncan James... E allora avevo undici anni, quindi adesso è proprio grave, ma sto cercando di farmi curare per questo, a giorni alterni - come per le targhe -, mi faccio delle ignezioni contro la bimbominkiaggine, i medici dicono che posso farcela e che ne uscirò presto.
Tutto questo preambolo ridondante ed inutile, per dire che non so proprio di cosa parlare oggi.
Giuro che ho cercato degli argomenti, mi sono guardata in giro, ma niente! Non c'è stato nulla in queste ore che ha attirato particolarmente la mia attenzione, così oggi friggo una quantità industriale d'aria, tipo quando aspetti per mezz'ora il pullman ed inizi a parlare dei tuoi progetti per il futuro con una persona che non vedrai mai più in vita tua.
Innanzitutto, volevo ringraziare pubblicamente un'amica che mi ha twittata e con una semplice frase (#FF per ... perchè è semplicemente mitica!) non solo ha migliorato questa giornata un po' così, ma mi ha fatto anche commuovere... Sì, lo so, una persona che si commuove per così poco ha dei problemi seri. Però dopo questo post, penso che sarà l'unica persona a pensare che io sia mitica.
Poi volevo annunciare che se proprio non avete niente da fare e per caso vi trovate a Londra - giusto per caso - da domani apre il parco divertimenti interamente dedicato ad Harry Potter, Potterland, tralasciando che è tutto esaurito per i prossimi mille anni probabilmente e che si annunciano file chilometriche per ogni attrazione, credo che sarebbe carino poterlo visitare; se qualcuno di voi ci dovesse andare, sarei felice se decidesse di parlarne qui su questo blog, lasciando un commento o mandandomi un messaggio di posta.
Infine volevo consigliarvi di non farvi mai venire la brillante idea di fare cinque serie di quaranta addominali dopo più di un anno in cui l'unica attività fisica che avete fatto è stata alzarvi dal letto. Sono due giorni che ho deciso di fare la sportiva che non sono mai stata e mi sono messa a fare un po' di ginnastica fai da te e adesso ho dolore persino se respiro.
Credo che con questo, potrei davvero vincere il premio per il post più brutto mai fatto e capirei la vostra decisione di eliminare questo blog dai preferiti.
Ma la cosa bella è che solo ora che ho scritto un post interminabile dove riesco a parlare del nulla, mi è venuto un argomento più avvincente. Sarei quasi tentata di cancellare tutto quello che ho scritto durante quest'ora, cioè niente, però voglio lasciare intatto questo post orribile, per ricordarmi di quanto sia una pessima blogger, mi scrivo l'argomento per domani e vi lascio con la promessa di migliorare.

giovedì 29 marzo 2012

Voglia di vacanze.

Oggi ho fatto un po' tardi, causa decisione malsana di fare un'ora di addominali e stretching che mi ha praticamente paralizzata.
Con questo bel tempo c'è una sola cosa a cui riesco a pensare, le vacanze estive. Sì, in effetti una che si è presa forzatamente un semi-anno sabbatico non dovrebbe pensare alle vacanze quando ha fatto festa tutto l'anno, ma in realtà non è così, sto studiando da sola su quel libro disastroso di cui vi ho parlato e comunque porto sulle spalle il peso di un anno stressante... E poi diciamocela tutta, con l'estate che si avvicina, chi non pensa alle vacanze?
La mie estati sono sempre state meravigliose ed intense: da piccola per qualche anno sono stata al Summer Camp, un campo estivo organizzato dalla base americana dove mi divertivo tantissimo, anche perchè molti dei bambini erano americani ed io mi divertivo a parlare in inglese con loro e poi facevamo tantissime attività che impegnavano la giornata dalle nove del mattino fino alle sei del pomeriggio; dopo questo mesetto tra giugno e luglio, c'era la vacanza, quella vera, con i miei genitori e con le mie amiche e di solito siamo quasi sempre andati in villaggi... Ecco, i villaggi... Io ho un amore particolare per questo genere di vacanze, amo gli animatori - nel vero senso della parola - e mi piacciono tutte le attività proposte in un villaggio e le faccio tutte! E poi in alcuni villaggi ci ho letteralmente lasciato il cuore, a volte solo per una cotta ed altre, due vancanze in particolare, proprio per amore... E sempre per un animatore! Potrei dirvi di non innamorarvi mai di un animatore perchè è la "peggior categoria" di cui ci si possa innamorare, ma non sono proprio la persona più adatta per dare questo consiglio; soprattutto se poi l'animatore ha i capelli un po' lunghetti, un sorriso meraviglioso e ti accoglie al villaggio vestito da hawaiano, mentre balla la tarantella e suona il tamburello... Ma qui dovrei aprire un capitolo apparte e sarebbe come il vaso di Pandora, quindi eviterei.
Le ultime sei estati sono state molto belle anche perchè prima e dopo la vacanza con mia madre ed amici, sono stata in tournèe con mio padre ed ogni data è stata un'esperienza unica.
Poi l'anno scorso ho compiuto diciotto anni e dopo la maturità, mi sono concessa la prima vacanza da sola con le amiche. Una settimana in un villaggio a Gallipoli con le amiche più strette del liceo, una settimana pazzesca e davvero a mille.
L'idea è quella di fare anche quest'estate una vacanza con le amiche oltre a quella con mia madre e, dato che mi sono un po' rotta le scatole di prendere infatuazioni clamorose per l'animatore di turno, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso... Dal momento che sono dell'idea che le città turistiche e culturali vadano visitate in periodi dell'anno con temperature più moderate, ovviamente l'idea è sempre quella di andare in una località marittima. E il massimo sarebbe una vacanza a base di mare, sole, balli, happy hour sulla spiaggia, discoteca e tanto divertimento.
E quale posto migliore in cui si concilia tutto questo se non la Costiera Romagnola e in particolare Riccione? Patria del divertimento e della dolce vita (per dirla alla Fellini), delle discoteche e perchè no, anche dell'Aquafan!
Il sogno sarebbe questo e magari chissà, potrei davvero trovarmi da quelle parti verso luglio che, guarda caso, è anche il mese in cui Radio DeeJay si sposta lì...

mercoledì 28 marzo 2012

Ho ancora i brividi.

Come vi ho accennato, ieri sono andata al concerto di Giorgia. È stato pazzesco!
Non mi piace raccontare i concerti perchè il racconto non è mai bello quanto l'aver vissuto il concerto, però questa volta mi va di spendere qualche parola per un argomento differente dal solito, per parlare di un campo che è abbastanza di mia competenza. Non c'avete capito una ciosba? Neanche io, ma oggi è così, dislessia portami via perchè sono tre notti che dormo davvero male e se si somma anche una giornatina come quella di ieri, allora capirete che il mio cervello è offline.
Fino a qualche anno fa io abitavo a dieci minuti da quella parte di Napoli in cui c'è la Casa Della Musica (dove si è svolto il concerto), ora invece abito dalla parte opposta, per cui sono uscita di casa sotto un sole che già a fine marzo è ustionante e mi sono fatta la mia bella oretta e mezza per raggiungere il centro. Non nego che in queste occasioni inizio a diventare una bestemmiatrice migliore dei fiorentini.
Dopo un aperitivo sul lungomare, sono andata al palazzetto e all'inizio ci sono rimasta un po' male: c'erano solo posti a sedere. Per me vedere un concerto da seduti è come stare sul tapis roulant con davanti un maxischermo che passa le immagini di una bella strada alberata.
L'attesa, come al solito, è stata quasi snervante, però ha aumentato l'adrenalina, poi è iniziato. Giorgia con un particolare vestito di luci led ed io che stavo già per piangere alle prime note di "Come Saprei", che è una delle mie canzoni preferite di Giorgia e anche una canzone che spesso è rientrata nel mio repertorio canoro e quasi tutte le volte che l'ho cantata, era dedicata ad un ragazzo... Ma lasciamo stare.
Se credete che il concerto di Giorgia possa alla lunga diventare un po' noioso, non sapete quanto vi sbagliate. È stato un concerto ad alto contenuto Rock, con delle belle cover ("Born This Way" di Lady Gaga, "I Gotta Feeling" dei Black Eyed Peas e un omaggio da brividi a Whitney Houston con "Exhale"), con dei momenti strumentali incredibili che mi hanno fatto apprezzare ancora di più tutta la band di Giorgia, sono tutti degli incredibili e bravissimi musicisti e se poi si aggiunge una scenografia molto bella, allora il risultato è quello di un concerto strepitoso!
Inoltre Giorgia è una persona di una simpatia unica, ha interrotto un paio di volte il concerto per dar spazio all'affetto dei fans, ha gioito quando è partita "Oi Vita Mia", ha raccolto i regali ed ha anche letto i cartelloni, regalando non solo momenti di grande intensità come quando ha cantato "Di Sole E D'Azzurro" e tutti si sono alzati, ma anche momenti divertenti grazie alle sue battute. Insomma, è davvero fantastica!
E alla fine di un concerto così bello, oltre all'emozione indescrivibile, resta dentro un po' di vuoto, sono due ore così intense che dopo è difficile ritornare alla normalità. Ma mi sono rimasti tanti bei ricordi di questo 27 marzo 2012 e anche una nuova fascia da aggiungere alla mia collezione di fasce dei cantanti che vado a vedere in concerto...

martedì 27 marzo 2012

Parla come mangi!

Che bella giornata. Sì, volevo iniziare il post di oggi con una frase molto banale, ma decisamente appropriata. C'è il sole, una piacevole temperatura di circa venti gradi ravvivata da un leggero venticello e c'è una bella sensazione di calma; questo è di sicuro il tempo che preferisco, non fa nè troppo caldo nè troppo freddo e, per una che è molto freddolosa e che ha cali di pressione per il caldo, è davvero il massimo.
Ieri ho iniziato a studiare il secondo libro di storia della fotografia, sono passata dalla nascita della fotografia nell'Ottocento, fino agli sviluppi di quest'arte nel Novecento, ma soprattutto sono passata da un bellissimo libro scritto bene ad un libro scritto dal mio docente. Ecco, non so se vi è mai capitato di dover studiare da un libro di un vostro professore universitario, ma vi assicuro che è una tragedia; per farvi capire, ci ho messo quasi due ore per leggere un capitolo di dieci pagine, quando di solito impiego lo stesso tempo per tre-quattro capitoli. E questo non perchè l'argomento sia così complicato, ma perchè è scritto davvero male. Durante il corso ero affascinata dal professore, dalle sue spiegazioni e da tutto il resto, ma aprendo quel libro ieri mi è davvero cascato un mito. Sì perchè, oltre a periodi inteminabili in cui la punteggiatura gioca a nascondino, c'è un abuso di termini eccessivamente aulici ed altisonanti, quasi come se in quel libro il mio professore avesse voluto dimostrare tutta la sua cultura eccelsa, con il solo risultato di farlo sembrare un'opera a metà tra la poesia Onde Dorate di Gian Battista Marino e la raccolta Calligrammes di Apollinaire, il tutto rinterpretato dai poeti Stilnovisti. Qualcosa di allucinante. Quindi, vorrei dire a voi cari professori che avete queste brillanti idee di scrivere libri universitari... parlate come mangiate!
Forse sono stata un po' tecnica, colpa di uno studio intenso ed esasperato della letteratura (italiana, inglese, francese, spagnola e latina) al triennio del liceo e di una successiva passione per la stessa che ha colto alla sprovvista persino me; ora torno anche io a parlare come mangio, tranquilli. Ogni tanto ho des éleves et des chutes (come direbbe Baudelaire in Fleurs Du Mal), ovvero slanci culturali in contrasto con la banalità consueta.
Sì, oggi ho un po' di nostalgia per il liceo... Non avrei mai sognato di dire una cosa del genere fino ad un anno fa e sarei abbastanza retorica se dicessi che, nonostante tutto, gli anni delle superiori sono stati i migliori della mia vita.
Ora che ci penso, dedicherò un post a tutto questo!
Adesso vado a scegliere qualcosa di comodo da indossare stasera per il concerto di Giorgia... Domani vi racconerò com'è stato.

lunedì 26 marzo 2012

Lo chiamano jet lag da ora legale.

È mezzogiorno e questo vuol dire che anche oggi mi dedico questa mezz'ora di blog, puntuale come sempre, quasi come se fosse un programma giornaliero, il mio programma.
Dal momento che vi ho rotto le scatole per due settimane con Guglielmo Scilla e il suo film 10 Regole Per Far Innamorare, volevo annunciarvi che finalmente ieri sono andata al cinema a vederlo e che quindi non dovrei più parlare così assiduamente di lui. Solo un piccolo appunto prima di andare avanti: il film è molto carino - lui di più -, ci sono parecchie scene divertenti e questo lo si capiva dalle risate di mia madre che hanno attirato tutta la sala 8 del Med Maxicinema e alla fine gli spettatori ridevano più perchè erano contaggiati dalla risata seguita dalle lacrime di mia madre che per il film. Alla fine della proiezione, mia madre voleva impiccarmi perchè l'ho portata a vedere un film per ragazzine, ma questi sono dettagli... La cosa che mi ha colpita è stata che in sala c'erano un casino di coppie di adorabili vecchietti e la domanda è nata spontanea: che ci fanno loro a vedere questo film? Poi ho capito, loro erano andati lì per vedere Vincenzo Salemme - orgoglio dei napoletani -, senza sapere che nel film lui aveva un ruolo secondario e che il protagonista era un ragazzo a loro sconosciuto, quindi immagino che siano tornati a casa abbastanza delusi. Beh, la prossima volta si potrebbero anche informare e stare a casa a vedere la ripetizione della novecentoventiseiesima puntata di Cento Vetrine su Mediaset Extra, anzichè andare al cinema a disturbare ogni secondo il vicino di poltrona perchè non hanno sentino nonostante il surround.
Detto questo, prometto di accantonare l'argomento Guglielmo Scilla almeno per un po'.
Ieri notte è entrata l'ora legale... l'unica cosa che c'è di legale in questo paese, ha detto qualcuno e forse non ha tutti i torti. Io vivo il cambio d'orario in maniera drammatica: mi sento stanca, non ho fame, mi sveglio continuamente durante la notte ed è piuttosto inquietante, perchè la mia sveglia cambia l'orario da sola, per cui mi sono svegliata pochi minuti prima delle due di notte e quando ho guardato di nuovo l'orologio erano già le tre. 
Però l'ora legale ha i suoi vantaggi e tra questi c'è soprattutto un grande risparmio energetico... Ecco, appunto, se è tanto importante, allora perchè non la si lascia tutto l'anno e si abolisce l'ora solare che è deprimente? Mistero...
Ad ogni modo ancora oggi mi sento un po' spaesata, continuo a non avere fame e anche stanotte mi sono svegliata... Allarmata perchè non sapevo se il mio cellulare - un modernissimo Nokia C7 - avesse aggiornato l'orario da solo, così avevo paura che la sveglia suonasse in ritardo (e semmai avrebbe suonato in anticipo) e quindi non mi sarei svegliata in tempo per vedere DeeJay Chiama Italia... Sì, non c'ho capito 'na ciosba con questo cambiamento di orario.
Tutto questo mi ha fatto rifletere su una cosa che trovo raccapricciante, le mie giornate in questo periodo sono più metodiche di quelle del priore di Kingsbridge... Sveglia alle nove e dieci, colazione, rifare il letto, doccia, DeeJay Chiama Italia, post sul blog, test per la patente, pranzo, studio incessante per quattro ore, scuola guida, cena, esercizi di canto per mezz'ora e poi computer o televisione oppure uscita con le amiche... Mamma ragazzi, che depressione! Devo cercare di movimentare un po' questa vita, altrimenti mi ritroverò tra qualche anno a fare la gattara apatica e zitella.
Ditelo che l'argomento di oggi era interessantissimo... Eh lo so, sto proprio migliorando! D'altronde si vede da quante persone leggono questo blog! Prendetela così, tipo antidepressivo, se avete dei problemi, pensate che c'è sempre qualcuno che sta peggio di voi, cioè io!

domenica 25 marzo 2012

Che strana moda.

Ieri sera sono uscita con le mie amiche, siamo andate in un discopub dove ormai siamo di casa, ci abbiamo passato tutto il triennio del liceo e ancora adesso ci piace ritornare perchè si mangia bene e ci si diverte...
In queste occasioni mi piace osservare la gente con occhio fotografico per poi trarne spunti per le storie che scrivo ed ho notato che la maggior parte dei ragazzi indossavano più o meno le stesse cose. E, apparte casi sporadici, sono tutte cose allucinanti.
Mi ha sempre divertito il flusso continuo di mode che cambiano e che influenzano i miei coetanei, mode che sono spesso strane e talvolta anche insolite e che non hanno niente a che fare con la settimana della moda di Milano o le passerelle ufficiali, perchè - diciamocela tutta - nessuna persona sana di mente andrebbe in giro con estrosi vestiti traslucidi e sciarpe di piume di struzzo; così parallelamente alla moda ufficiale, si sviluppa una moda che si diffonde velocemente tra i giovani. O almeno a Napoli è così.
Tra i maschi ho notato questa passione per i jeans strettissimi che tendono a comprimere quel poco di "virilità" che era rimasta in loro dopo le cerette e le lampade, mentre per le ragazze ho individuato due categorie: da un lato c'erano le miss universo con vestitini cortissimi e decisamente troppo estivi per questo periodo, con colori eccentrici - giusto per non dare troppo nell'occhio - ed abbinamenti che farebbero invidia ad Arlecchino e, per completare il tutto, delle scarpe assurde con tacchi allucinanti che puntualmente nessuna sa portare ed iniziano quindi a camminare come dei T-Rex; dall'altra parte ci sono le finte sportive, queste si riconoscono subito per la maglia con la bandiera dell'Inghilterra in netto contrasto con la sciarpa stars and stripes, la felpa dell'Adidas di qualsiasi colore che non c'entra niente con la maglia e la sciarpa, i leggings e anche qui tacchi alti quanto l'Empire State Building di New York... Mi rivolgo a te ragazza che fai parte di questa categoria, tralasciando che hai più bandiere tu addosso di quante non ce ne siano fuori la sede centrale dell'ONU, ma come ti è venuto in mente di unire la felpa dell'Adidas con i decoltè tacco venti color rosa confetto?
Ed è in questi momenti che inizio a rivalutare i vestiti traslucidi e le sciarpe di piume di struzzo della collezione primavera-estate di chissà quale stilista eccentrico!