Helda meaning.

Helda /ˈɦeld̪a/: antico nome germanico che significa "guerriera".

lunedì 29 ottobre 2012

Autumn leaves.

L'estate è durata per un mese dopo che l'autunno era già iniziato, c'era un caldo strano che rimandava inevitabilmente la mia mente all'estate, a quest'estate 2012 che, nonostante tutto, si è dimostrata incredibile e che mi è mancata molto. Mi è mancato il mare, le passeggiate, gli amici, le serate sempre in giro, mi era mancata la libertà e tornare chiusa in casa a preparare un esame è stato difficile, così tanto che sono andata in crisi.
La mia crisi non è passata, ma il vento forte di questi giorni la sta lentamente soffiando via e la pioggia sta cancellando i ricordi, la tristezza di un'estate che non tornerà, esattamente come succede nei film... La pioggia spazza via tutte le cose negative e ripristina la normalità.
La mia normalità sarà fare un esame di letteratura tra una settimana e tornare a Bologna, questa volta spero definitivamente. Anche se è difficile, anche se sono troppo legata ad alcune persone che non vorrei lasciare qui, anche se il freddo sarà reale ed entrerà nelle ossa uscendo per forza dal cuore.
E se tutto va bene, novembre sarà un mese meravigliosamente difficile, uno strano ossimoro ma del tutto vero, perchè dovrò abituarmi a vivere da sola con delle ragazze che non conosco, dovrò riprendere i corsi all'università e farmi nuovi amici e dovrò affrontare la lontananza. E spero proprio che tutto vada secondo i piani.
Essendoci stata davvero molto poco nelle ultime settimane, volevo inoltre segnalare una saga che mi è piaciuta molto ovvero i libri Red, Blue e Green di Kerstin Gier, un genera fantasy molto scorrevole ed avvincente che mi ha praticamente tenuta incollata ai tre libri che ho finito in pochissimo tempo e di cui a Pasqua uscirà il primo film.
Per chi invece volesse vedere qualcosa di entusiasmante al cinema, consiglio assolutamente Step Up 4 Revolution: le coreografie sono incredibili, per non parlare delle scenografie e degli effetti speciali ed ha anche una bella trama dietro.
Per quanto riguarda me, invece ho apportato qualche cambiamento: ho lasciato che i miei capelli restassero chiari così come si sono fatti quest'estate, ho cambiato un po' lo stile ed ho fatto un nuovo tatuaggio ed in arrivo ce ne sono altri tre che a mio dire sono splendidi...
E spero che questi cambiamenti, ma soprattutto che questo autunno con i suoi colori, le sue piogge le sue foglie mi porti fortuna.

giovedì 27 settembre 2012

Crisi.

Crisi. Crisi di mezza età. Crisi infantile. Crisi adolescenziale. Crisi isterica. Grande crisi del 1929 in America. Crisi esistenziale. Periodo di crisi. Crisi economica. Crisi respiratoria. Crisi d'astinenza. Crisi di coppia. Crisi di panico. Crisi nervosa. Crisi familiare... Insomma, crisi.
Certo, non è un modo felice per iniziare un post, ma sembra che questa sia la parola più usata ultimamente.
Basti solo pensare alla crisi economica che sta mettendo in ginocchio gran parte dell'Europa, che sembra essere stata superata in Italia, ma che continua ad essere molto forte in altri paesi, come la Grecia o la Spagna... Spagna che in questi giorni sta assistendo a numerose manifestazioni che rendono gli spagnoli ammirabili. Sì, perchè di sicuro scendere in piazza e far sentire la propria voce è molto meglio che restare a casa e lamentarsi dei problemi senza far niente, ma la storia ci insegna che gli italiani in effetti non sono mai stati dei gran ribelli, ma hanno sempre aspettato che qualcuno risolvesse i problemi al posto loro... "E il premio sperato, promesso a quei forti, sarebbe, o delusi, rivolger le sorti, d'un volgo straniero por fine al dolor? [...] Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico; l'un popolo e l'altro sul collo vi sta. Dividono i servi, dividon gli armenti; si posano insieme sui campi cruenti d'un volgo disperso che nome non ha." direbbe Manzoni nel Coro dell'Atto III dell'Adelchi e potrei continuare con citazioni letterarie passando dal VI canto del Purgatorio di Dante fino a Carducci che la definisce Italietta; insomma, immagini simili a quelle che ci arrivano in questi giorni dalla Spagna, sembrano ancora lontane in Italia.
E così come l'Europa, anche io sto affrontando il mio periodo di crisi, e più che economica la definirei esistenziale.
Quando al liceo immaginavo l'università, mi vedevo passeggiare sotto ai portici di Bologna, con tanti amici, una casa stupenda con affaccio su Piazza Maggiore e con la possibilità di tornare a Napoli dalle persone a cui voglio bene tutte le volte che avrei voluto... Ma la realtà è stata molto diversa. Bologna è meravigliosa e il DAMS è un sogno, ogni volta che studio per un esame, sento che è esattamente quello che devo fare, perchè non riesco ad immaginare niente di meglio nella mia vita apparte la musica e l'arte. Ma dopo un anno in cui Bologna non è stata il mio paese delle meraviglie, ma l'ultimo dei gironi danteschi, mi rendo conto di aver fatto una scelta non ponderata... Mi viene in mente la mia professoressa di lettere al liceo che ci diceva sempre di ragionare a freddo e forse io non l'ho fatto, non sono stata lungimirante. Il sogno significa anche tanti sacrifici, non solo per me, ma per molte persone che mi stanno attorno alle quali non posso chiedere di sacrificarsi per un mio sogno, ma non posso nemmeno avere la totale indipendenza, perchè non riesco (e non voglio) sciogliere dei legami.
Ed ecco la mia crisi, arrivata all'alba di questo secondo anno universitario non so più cosa voglio, non so più se vivere in un'altra città è solo un vizio di una ragazzina che aveva da poco vissuto il divorzio dei suoi genitori ed un trasferimento traumatico o se è davvero il mio futuro... Non sto mettendo in dubbio la scelta del DAMS, perchè di tutta questa storia, il corso di studi che ho scelto è l'unica cosa di cui sono davvero sicura e che sceglierei altre mille volte, ma la cornice attorno al DAMS non è così meravigliosa come l'avevo immaginata. Forse a parlare è una persona che si è stancata di fare avanti e indietro da Napoli a Bologna in cerca di una stanza che puntualmente non arriva... Forse è solo una crisi momentanea che passerà quando mi  ritroverò di nuovo lì, in quelle aule meravigliose, con tutti quei ragazzi che condividono le stesse passioni e allora mi sentirò di nuovo a casa...
Ma per ora, sono in crisi.

martedì 11 settembre 2012

Peter Pan è volato all'Arena di Verona.

"Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te, porta all'Isola Che Non C'è."
L'otto dicembre del 2006 è andato in scena per la prima volta il musical di Peter Pan, al Teatro Augusteo di Napoli, con la regia di Maurizio Colombi che ha creduto in questo progetto ed ha saputo portarlo meravigliosamente avanti realizzando uno spettacolo magico sulle note delle canzoni di Edoardo Bennato. Quel progetto che inizialmente sembrava quasi improbabile è andato avanti e dopo la prima data ce ne sono state altre, molte altre. Per sei anni Peter Pan ha girato per l'Italia portando un po' di magia con sè e facendo sognare tante persone...
"E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perchè chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te."
E poi, il nove settembre 2012, è riuscito a volare in un posto già magico di per sè - l'Arena di Verona - ed ha fatto una magia ancora più grande, ha portato sul palco dell'Isola Che Non C'è, chi in questi anni gli ha dato la voce, le parole e la musica. Per la prima volta, Edoardo Bennato, la sua band e il suo quartetto d'archi erano presenti - e partecipanti! - nel musical.
E di magia ce ne voleva davvero tanta, perchè questo concerto nel musical è stato organizzato anche per regalare un sorriso ai bambini delle zone terremotate dell'Emilia, per i quali sono stati organizzati dei pullman fino all'Arena.
Nonostate i problemi tecnici dovuti dal fatto che il musical con Edoardo live è stato provato per intero su quel palco direttamente la sera del nove, la magia di Peter Pan ha sortito l'effetto desiderato regalando alle settemila persone presenti in Arena, un paio d'ore davvero emozionanti. Due ore in cui la fantasia ha preso il sopravvento sulla ragione e così, al posto di qualche politico ciarlatano, c'era Capitan Uncino sempre arrabbiato e il suo fedele Spugna, perennemente ubriaco e il pericolo più grande era un coccodrillo che faceva un ticchettio sinistro e con i pensieri positivi ed un po' di polvere di fata, si poteva persino volare!
"Ma che sarà? Che cosa ti offrirà quest'altra storia, quest'altra novita? L'unico rischio è che sia tutto finto e che sia tutta pubblicità... 
Ma che ne sai se non ci provi mai? Che rischi corri se non vuoi volare? Coi piedi a terra, legato alla ragione, ti passa presto la voglia di sognare!"
È stato un crescendo di emozioni, partendo dall'introduzione di Edoardo Bennato che ha spiegato com'è nato il musical, all'inizio dello spettacolo; ci sono stati molti momenti divertenti, soprattutto quelli in cui Capitan Uncino e Spugna parlavano del coccodrillo ed altri davvero commoventi, come il primo volo di Wendy, George e Michael o quando tutte le settemila persone si sono alzate in piedi ed hanno urlato "io credo nelle fate" insieme a Peter-Manuel Frattini. E poi la favola è finita, com'è giusto che sia, ha lasciato un bellissimo ricordo e soprattutto una piccola speranza, perchè tutto il ricavato sarà destinato ai paesi terremotati dell'Emilia, sperando che la magia torni presto anche lì.
"Fantasia, macchina eccezionale che ci porta dove non si può andare... Tutto comincia lì, da una matita che disegna il primo salto fatto da Peter Pan e la magia che va, l'Isola Che Non C'è e anche chi non ci crede, ci crederà."
 

martedì 4 settembre 2012

È passato troppo presto.

"Guarda là nella pioggia che cade a settembre c'è un'estate che non tornerà."
Sembra passata un'eternità da quando Santa Maria diventava sempre più piccola nello specchietto retrovisore dell'auto e quasi non mi trovo con il tempo quando mi rendo conto che una settimana fa ero ancora lì, c'erano ancora gli amici, il mare e soprattutto il sole che invece in questi giorni gioca a nascondino e lascia il posto ad una malinconica pioggia torrenziale, che riflette perfettamente il mio stato d'animo.
Sì, anche quest'anno - come ogni anno -, ci metterò un po' a non pensare più all'estate... Quest'anno forse, per una serie di motivi, sarà ancora più difficile... Motivi che possono sembrare banali, come la lontananza (sebbene minima) dagli amici, la certezza quasi assoluta che probabilmente - nonostante tutti i buoni propositi - non li rivedrò più, la lontananza dalle mie migliori amiche che per tutto l'anno vedrò pochissimo e sì, anche una cotta - se così la si può definire - per un ragazzo impossibile... E, sebbene provi a tenere la mente occupata, c'è sempre qualcosa che mi riporta lì: che sia il cognome - ripetuto all'infinito - di un critico letterario che è lo stesso cognome di una persona conosciuta lì, o uno scherzo telefonico riuscito alla perfezione, o una canzone in lontananza... e persino il pensiero che esattamente un anno fa, con lo stesso clima, è iniziato il mio sogno bolognese non riesce a distrarmi... Insomma non pensarci è un'ardua impresa...
Comunque ho ripreso a studiare, dopo due esami particolari come storia della fotografia e drammaturgia, finalmente torno a studiare qualcosa di più comune, letteratura italiana. Una materia che amo particolarmente e in cui dovrei essere abbastanza ferrata dal momento che ho passato gli ultimi tre anni di liceo a studiarla meticolosamente per soddisfare le richieste - talvolta troppo esigenti - della mia professoressa... E menomale che era così esigente, perché altrimenti adesso sarei davvero in alto mare con questo esame, dato che la mia voglia e le mie capacità di apprendimento sono abbastanza scarse in questo momento, mi sento un po' come Neil Armstrong quando ha camminato sulla superficie lunare. È difficile concentrarsi quando la mente è così affollata da altri pensieri, dal ricordo di ogni attimo, di ogni parola, di ogni bel momento... Ecco cosa resta di quest'estate: l'abbronzatura che ancora ricopre il mio corpo, la treccina di cotone nei miei capelli, le foto e tanti ricordi stupendi che si sbiadiranno nel tempo, ma che non potranno mai essere cancellati del tutto.
"E se è vero che il passato a lo scemo e s'è nascosto, io lo cercherò per dirgli che è passato troppo presto."

venerdì 31 agosto 2012

Un'estate che vorrei potesse non finire mai.

Torno a riscrivere qui sul mio blog dopo un tempo che mi sembra davvero infinito. L'ultimo post risale al giorno dopo il concerto di Luciano Ligabue, quel venti luglio che ora mi sembra così lontano.
Scrissi che il meglio era arrivato dopo quel meraviglioso concerto, ma mi sa che non sono stata poi così lungimirante, perchè il meglio è arrivato dieci giorni dopo, quando sono partita per Santa Maria di Castellabate.
Una vacanza che potrebbe essere descritta in tre parole chiave: inaspettata, incredibile, incancellabile.
Inaspettata perchè, devo ammetterlo, ero prevenuta. Prevenuta perchè credevo che la convivenza con otto persone - sebbene siano la mia seconda famiglia - sarebbe stata dura da sopportare per un mese intero; prevenuta perchè "che cavolo ci sarà mai a Santa Maria di Castellabate?"; prevenuta per l'insopportabile paura di sentirmi esclusa... Insomma, ero prevenuta su tutto e mi sono dovuta ricredere.
Incredibile perchè, d'accordo forse a Santa Maria non c'è molto da fare, ma sono arrivata alla fondamentale conclusione che non è tanto importante dove si va e cosa si fa, ma con chi si sta! Lì a Santa Maria si conoscono tutti da anni, sono tutti amici e per questo si potrebbe pensare che si sia formata una sorta di casta chiusa dove è impossibile penetrare, ma mi sono dovuta ricredere anche su questo perchè ogni singola persona conosciuta in questo mese si è dimostrata meravigliosa, perchè il nostro era un gruppo di scoppiati, ma che gruppo fantastico. E dovunque siamo andati, qualsiasi cosa abbiamo fatto, ci siamo sempre divertiti perchè era la voglia di stare insieme e la compagnia a rendere tutto perfetto.
Incancelllabile perchè, contro ogni iniziale aspettativa, questa vacanza sarà impossibile da dimenticare. Un frullato di emozioni diverse e forti che adesso mi lasciano una spiacevole sensazione di vuoto, ma i ricordi sono tutti bellissimi.
Esattamente un mese fa a quest'ora avevo preparato le mie valige e a breve sarei andata a casa di Fiorella insieme a Chiara dove avremmo passato la notte a ridere, a parlare nel letto e a guardare video sul cellulare aspettando con ansia il giorno dopo per partire ed andare finalmente in vacanza. Piene di speranze e con la voglia di passare una bella estate insieme, solo noi senza pensieri. Ma tra gli amici, le nostre varie attività e tutto il resto, sono cambiate tante cose e nel frattempo la vacanza ha cominciato a rivelarsi incredibilmente bella. 
Quasi mi fa strano essere qui adesso, dopo un mese così intenso. Svegliarmi nel mio letto senza il vociare - a volte troppo forte - di altre sette persone in casa, senza Fiorella e Chiara, senza la fretta di dover andare in bagno prima che fosse occupato da qualcun altro, senza vestirmi velocemente perchè c'era l'acquagym e i balli di gruppo al Villaggio Benvenuto, senza i bagni con gli amici, il "non-pranzo" all'Agave, le partite di pallavolo in acqua, la doccia in due per fare presto e poi la passeggiata fino al centro seguita dalla sosta al Bar Ancora e poi il ritorno a casa per la cena, senza cenare tutti insieme facendo casino e senza le corse per prepararci per la serata, scegliere insieme cosa mettere e incontrare i nostri amici...
L'estate è finita, ha lasciato dietro sè una marea di emozioni forti che ci metteranno tempo per sfumare. Adesso si riprende la vita di tutti i giorni, si torna a fare sul serio e, per quanto mi riguarda, si torna più determinata che mai ad affrontare il mio secondo anno di università al DAMS e sta volta voglio viverlo davvero, voglio vivere questa esperienza, voglio stare a Bologna e prendermi tutto quello che verrà. E non voglio dimenticare quest'estate 2012 a Santa Maria di Castellabate.
"Quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte." - Benvenuti al Sud.

sabato 21 luglio 2012

Il meglio... è arrivato! (Grazie Luciano)

Dopo un countdown frenetico, finalmente il 20 luglio 2012 è arrivato, portando con se un'infinità di emozioni diverse.
E quindi eccomi qui a scrivere del mio terzo concerto di Ligabue, ancora con il rombo della musica nelle orecchie, la gola in fiamme e le gambe doloranti... E il cuore che batte ancora al ritmo di batteria.
L'attesa è stata lunga e anche abbastanza difficile, perchè ieri Napoli ci ha tenuto a dimostrare che è davvero la città del sole, con una piacevole temperatura di trentasei gradi alle quattro del pomeriggio (l'ultima volta che ho controllato il meteo sul cellulare). Ma di certo le trentamila persone (se non di più!) che sono venute davvero da tutta Italia, non si sono lasciate spaventare da un po' di caldo! Così tra asciugamani e fogli di giornale a terra, con gli ombrellini per ripararsi da un sole assurdo, tante bottigline d'acqua e perchè no, qualcuno in costume, reggiseno o persino in mutande, Piazza del Plebiscito sembrava davvero sotto bombardamento!
Di sicuro l'ansia pre-concerto, l'emozione ed una stupenda compagnia, hanno reso l'attesa decisamente migliore! Con mia cugina, che è la causa principale per cui sono andata al terzo concerto di Ligabue, perchè con mio grande piacere (ed orgoglio), da un po' si è convertita al Dio Luciano e mi ha accompagnata al concerto dove altrimenti sarei stata da sola e con noi c'erano anche due suoi amici... quel tipo di persone che vorresti poter incontrare sempre e con le quali è stato un piacere condividere le emozioni di un giorno che potrei benissimo definire il giorno dei giorni! E poi c'è stato un incontro inaspettato (ma proprio tanto!), con tutte le persone che mi aspettavo di incontrare ieri - alcune che avrei rivisto volentieri, altre meno -, ho incontrato probabilmente l'unica persona che non ero preparata ad incontrare, ma dopo l'iniziale sorpresa, devo ammettere che è stato un incontro forse migliore di quelli che speravo... Della serie che, davvero il destino ha la sua puntualità.
E poi finalmente alle 21.00, con il sole ormai quasi del tutto tramontato, si sono accese le luci ed è iniziato il concerto, con Luciano che era - se possibile - ancora più bello di come lo ricordassi, con il suo sorriso, quella camicia celeste e la carica che lo contraddistingue e con la sua meravigliosa band (alla chitarra Niccolò Bossini, alle tastiere Luciano Luisi, alla batteria Michael Urbano, alle tastiere Josè Fiorilli e alla chitarra Capitan Federico Poggipollini!); ci ha regalato un bellissimo concerto di più di due ore, con brani pazzeschi, alcuni recenti, altri un po' meno. E per mia gioia ha fatto quasi tutte (mancava solo "Ho Messo Via") le mie canzoni preferite e devo ammettere che proprio non ce l'ho fatta a frenare le lacrime durante tre canzoni (lacrimuccia facile come al solito, che mi fa fare sempre delle figuracce)... Un concerto incredibile, ed è per questo che Luciano Ligabue è il numero uno in Italia, un Rock che entra nelle vene e la sua voce profonda che ancora rimbomba nella mia mente.
Insomma, il meglio è davvero arrivato! È stato ancora più bello ed intenso dei due concerti che ho visto del tour Arrivederci Mostro! e qualcosa mi dice che questo non è assolutamente l'ultimo concerto di Liga che vado a vedere, perchè comunque vada, sarò sempre sulla sua strada!
Grazie Luciano!

martedì 10 luglio 2012

Il meglio deve ancora venire.

"In mancanza delle loro consuete occupazioni - lavare l'auto e falciare il prato - gli abitanti di Privet Drive si erano rintanati nella penombra delle loro case fresche, con le finestre spalancate nella speranza di indurre una brezza inesistente ad entrare."
Sì, decisamente è giunta l'ora di aggiornare un po' il blog, sperando di non liquefarmi davanti al computer cercando un argomento - che non troverò - interessante da trattare in questo post.
Dunque, finalmente sono in vacanza. O almeno,  ho preso una pausa di un mesetto dai libri che ultimamente mi hanno distrutta; ho fatto un altro bell'esame lasciando ancora una volta a bocca aperta le persone che fino a un anno fa credevano che all'università avrei collezionato diciotto. Certo, i prossimi esami saranno più difficili, ma mi piace pensare che il meglio deve ancora venire.
Dopo l'esame, mio padre ed io siamo scappati dal caldo di Bologna e siamo andati prima a San Marino dove abbiamo mangiato lui una piadina ed io un cassone davvero squisiti e poi lui mi ha regalato una bellissima telecamera per fare i video su Youtube e poi siamo andati a Riccione. L'idea era quella di seguire la diretta di Asganaway direttamente dall'Aquafan, ma nessuno dei due aveva il costume, così abbiamo desistito, abbiamo fatto un giretto, qualche foto al Lido 61 (partner di Radio Deejay) e poi siamo tornati in macchina, abbiamo attraversato il Gran Sasso e siamo tornati a casa, dopo un viaggio abbastanza lungo, ma senza pensieri e divertente.
Avevo detto che avrei fatto il prossimo video dopo l'estate, ma a quanto pare mio padre è talmente entusiasta di questa mia nuova passione - tanto da regalarmi una telecamera, insomma - che penso che la metterò presto all'opera, è davvero pazzesca e già solo la risoluzione è molto (molto molto) meglio della mia macchina fotografica con cui ho registrato Devono sempre dire la loro! e Ti ho fatto un regalo!, i primi due video da sola. Sto solo cercando un tema carino, qualcosa che possa svolgersi in almeno cinque minuti (mi sono scocciata di fare video di soli tre minuti!) e poi mi metto all'opera. E volevo rinnovare i miei ringraziamenti per tutte le persone che hanno guardato i primi due e che hanno lasciato commenti carinissimi.
Nel frattempo per ingannare il tempo nell'attesa di andare a mare con le amiche appena anche loro finiscano la sessione estiva, ho ripreso a leggere tutta la saga di Harry Potter - come avrete notato dall'introduzione -, avevo pensato che finita "l'epoca", sarebbe passata anche la mia passione e alla fine mi sarei annoiata dopo aver letto il primo capitolo della Pietra Filosofale (anche perchè lo conosco a memoria), ma invece non è stato così, restano ancora i miei libri preferiti e ancora non riesco a stancarmi di leggerli o di vedere i film... Mia madre è abbastanza sconvolta e in effetti non ha tutti i torti.
Adesso, proprio perchè il meglio deve ancora venire (e non solo in ambito universitario), aspetto con ansia la prossima settimana che sarà un bel concentrato di emozioni, soprattutto verso la fine. C'è il Giffoni Film Festival, dove andrò per la prima volta in vita mia insieme ad un'amica e poi c'è l'attesissimo concerto di Luciano Ligabue a Piazza Del Plebiscito (Napoli), o almeno attesissimo per me e per le altre cinquantamila persone che si prevede parteciperanno all'evento. Quindi sto facendo già da un po' la maratona di tutte le sue canzoni, preparandomi a cantarle a squarciagola venerdì prossimo. Il mio terzo concerto di Ligabue.