Helda meaning.

Helda /ˈɦeld̪a/: antico nome germanico che significa "guerriera".

domenica 31 marzo 2013

Ricordi, About Wayne, nuovo video...

Avevo tredici anni, erano passati pochi giorni dal mio esame di terza media in cui avevo preso ottimo in italiano, inglese e violino e insufficiente in matematica- tipico di me -, ma soprattutto avevo appena iniziato a seguire mio padre nel Tour Britti&Bennato, la mia prima tournèe, quella in cui ho capito definitivamente che cosa avrei voluto per il mio futuro... per me era il Paese Delle Meraviglie.
C'era ancora il FestivalBar e i tormentoni di quell'estate erano "Happy Hour" di Ligabue, "Diventerai Una Star" dei Finley, "Notte Di Mezza Estate" di Alex ed Edoardo... E "Sooner Or Later" di Duncan James. Solo l'estate prima avevo praticamente costretto i miei a portarmi allo Stadio Arechi a vedere il concerto dei Blue, l'ultimo che hanno fatto prima di sciogliersi definitivamente e pochi mesi dopo ero andata al Palapartenope a vedere Lee Ryan, insomma, quella boyband all'epoca era sul serio importantissima per me e ovviamente mio padre, da musicista, si chiedeva che avesse fatto di male perchè sua figlia ascoltasse quello "scempio" anzichè dedicarsi alla musica - quella vera - con la quale lui era cresciuto.
A pochi giorni prima della seconda tappa del FestivalBar, a Chieti, mio padre mi disse che mi avrebbe portata con lui, a patto che mi comportassi professionalmente e non da fan. Una sfida difficile per una ragazzina che avrebbe passato molto tempo a stretto contatto con tantissimi cantanti famosi, ma potevo farcela, in fondo in quel periodo più che mai ero determinata a far parte del mondo della musica il prima possibile.
Beh, certo, è stato un po' più complicato essere professionale quando ho saputo che avrei incontrato Duncan James, tanto che chiesi disperata a mia madre di prestarmi il suo abito da sposa perchè finalmente avrei incontrato mio marito! Ok, ero poco più di una bambina, ma alla fine al FestivalBar sono stata bravissima, mi presentavo a tutti come "Helda" (ovviamente calcando tantissimo l'H) ed ero tranquilla - almeno così sembrava da fuori -, qualcuno ha addirittura detto che la vera star del FestivalBar ero io.
Nel giro dei sei anni successivi al 2006, ho visto così tanti concerti che adesso purtroppo non ricordo nemmeno più di chi fossero, alcuni... Ho costretto mio padre ad accompagnarmi alla maggior parte di questi: Avril Lavigne a Milano, due concerti di Ligabue, uno di Laura Pausini, Max Pezzali, i Sonhora e chi più ne ha più ne metta...
Sono quasi sempre riuscita a mantenere un certo contegno a tutti i concerti che ho seguito nella mia vita, anche a quelli dei miei "idoli" quando ero più piccola - apparte le lacrime per alcune canzoni di Ligabue che, anche dopo tre concerti, non riesco a fermare - e lui ha sempre sopportato quei concerti che avrebbe sicuramente fatto a meno di ascoltare, solo per farmi contenta.
Venerdì si è riproposta una scena simile quando gli ho chiesto - anzi, supplicato - di accompagnarmi a Capua a vedere gli About Wayne... Sì, lo so, li ho visti a Bologna appena due mesi fa, ma se prima mi piacevano, dopo il loro concerto mi sono innamorata della loro musica (e della loro gentilezza con i fans)... Inutile dire che il loro concerto a Capua è stato pazzesco nonostante una serie di problemi tecnici ed inutile dire che già sto facendo progetti - irrealizzabili - per andare all'ultima data del loro tour al Circolo degli Artisti a Roma... E se si aggiunge che è stata una serata pazzesca, piena di emozioni e sorprese, allora sarebbe d'obbligo un grazie a quei cinque ragazzi che potrebbero essere inseriti a pieno merito nella top five delle mie band preferite. Insomma, ora non si può nemmeno parlare di totale adulazione, ma di pura assuefazione da loro e la loro musica.
In questi giorni che sono stata a Napoli, oltre a cercare di vedere praticamente tutte le persone che conosco, mi sono dedicata anche al mio sesto video - alla Cicciasan - ed ho deciso che non ci saranno più gli Appunti Di Produzione, perchè sostanzialmente mi annoio e nel caso qualcuno avesse delle domande sui video, su come li ho fatti o sul perchè, può contattarmi sulla mia pagina Curlyaitch, o su Twitter (@heldatassi), oppure può lasciare un commento sotto al video... 

martedì 5 marzo 2013

I'm still Helda from the block.

Bagnoli è il quartiere dove sono nata e cresciuta. È il luogo idillico della mia infanzia, il posto sopra qualsiasi altro che sento come casa anche a distanza di quattro anni dall'abbandono - forzato - del nido, per dirla alla Pascoli; qualcuno dice che il rumore di Bagnoli è il peccato originale, e probabilmente per chi è bagnolese è sul serio così. Sono cresciuta in questo piccolo paradiso a Sud-Ovest di Napoli, un quartiere delimitato quasi completamente dal mare che gli conferisce un paesaggio strepitoso che ha dato i natali a grandi nomi che sono il suo fiore all'occhiello come Claudio Attanasio, i fratelli Bennato (Edoardo, Eugenio e Giorgio), Nando Paone... Sì, proprio quella Bagnoli che è stata tanto amata e odiata, con i progetti di rinnovo, le promesse dei politici per una Bagnoli Futura e chi proponeva di venderla al miglior offerente...
Di quanto fosse bello quel posto se n'erano accorti già i romani che avevano trovato nel mare, nelle terme naturali e nel clima favorevole un posto ideale per le vacanze; poi all'inizio del Novecento qualcuno ha ben pensato di deturpare Bagnoli facendola diventare la sede dell'ILVA diventata poi Italsider, un polo industriale, il più importante del Meridione... Per chi ha vissuto in quel periodo ricorda il rumore asfissiante delle sirene degli altoforni e il bucato che non poteva essere steso in determinati momenti del giorno perchè altrimenti diventava nero; altri ricordano le persone morte inspiegabilmente di tumore, poi una spiegazione è arrivata, le polveri di amianto e i gas di scarico dell'Italsider erano solo alcune delle controindicazioni dei quell'industria costruita sul mare dei Campi Flegrei; io personalmente ricordo che il bagno nel mare di Bagnoli è meglio non farlo perchè nel mare e nella sabbia ci sono ancora i regali dell'Italsider, che ci metteranno svariati decenni per essere del tutto smaltiti.
Ma ricordo anche la bellezza di Nisida, che è un'isola e nessuno lo sa, ricordo le lunghe passeggiate sul Pontile, l'odore pungente della Solfatara che arrivava spesso fin lì, ricordo la musica dell'Arenile fino a notte fonda d'estate e Via Napoli completamente bloccata, ricordo i racconti quasi mitologici su quel Cortile da cui è partita la vita da pirata di mio padre e poi anche la mia... E ricordo le frequenti gite con mio padre alla Città della Scienza.
Come lo Zoo, l'Edenlandia, il bowling d'Oltremare e il Parco Robinson, la Città Della Scienza è stato uno dei posti che più hanno caratterizzato la mia infanzia. Era un posto che agli occhi di una bambina era magico, questo luogo incredibile sul mare dove si poteva imparare divertendosi... Ed era un polo della cultura importantissimo non solo per Napoli, ma per l'Europa intera.
Ho lentamente e dolorosamente assistito al declino dei luoghi della mia infanzia: la mancanza di fondi per lo Zoo, fino alla morte della maggior parte degli animali, fino a quello straziante cartello vicino la vasca delle foche "Willy ringrazia tutti per il sostegno, ma la sua malattia era più forte di lui"; la fine dell'Edelandia, prima parcogiochi fantastico, poi abbandonato a sè stesso il cui emblema è la grotta dei Tronchi in cui circa dieci anni fa levarono i pirati e misero un cartellone raffigurante i dinosauri e la scritta "Stanno arrivando" accompagnata dal suono dei versi, poi il cartellone è caduto e successivamente sparito, il suono è diventato lentamente meccanico ed arrugginito, finchè non è cessato del tutto ed ora in quella grotta non resta nient'altro che l'odore dell'acqua stagnata; la chiusura del Parco Robinson, di cui ancora oggi si parla di buttarlo giù e costruirci un parcheggio... E poi ieri sera l'incendio che ha raso al suolo i padiglioni della Città Della Scienza.
Bagnoli - e Napoli in generale -, non merita questo. È la città più bella al mondo senza se e senza ma, non esiste un posto come Napoli da nessun'altra parte! E non è possibile che non sia questo suo aspetto meraviglioso ad emergere, ma solo e sempre il suo lato peggiore che la rende la città più invivibile al mondo, un posto dal quale bisogna scappare per salvarsi... È un'indecenza!
Per ironia della sorte stanotte ho fatto un sogno, all'inizio sembrava sempre il mio incubo ricorrente da quattro anni, ma per la prima volta è cambiato... Ero sempre con la proiezione di me stessa da piccola, ma non la odiavo più, lei era in quel parcogiochi stupendo dietro la siepe in quel punto immaginario dell'Edenlandia e io la salutavo da Bologna senza la paura di perderla, perchè sapevo che l'avrei sempre portata nel cuore. Ho pensato a lungo a questo sogno che mi è sembrato inappropriato dopo quello che è successo stanotte alla Città della Scienza, poi ho capito: io ho trovato finalmente una mia identità e una tranquillità che mi mancava da molto tempo. Bagnoli che ho tanto amato e odiato, resterà sempre la mia Bagnoli ed io resterò sempre la Helda del quartiere, ma è ora di andare avanti e di lasciarmi il passato alle spalle.
È proprio a Bologna che ieri ho passato una bellissima serata; il concertone in Piazza Maggiore per ricordare Lucio Dalla è stato a dir poco incredibile. Bologna era gremita di gente, tutti riuniti per salutare e ricordare Lucio nella sua amata Piazza Grande e nonostante i lividi ed il corpo dolorante per le spinte e la ressa, è stata una serata intensa e il concerto è stato incredibilmente emozionante. Lucio è riuscito a tenerci tutti lì, a farci cantare, sorridere, a farci sentire tutti - artisti, staff e pubblico - un tutt'uno, una grande entità che si muoveva a ritmo delle sue bellissime canzoni.
Volevo concludere questo post parlando di un progetto di cui faccio parte e nel quale credo parecchio, ovvero Impatto, un settimanale d'informazione online fatto da ragazzi e per il quale scrivo anche io. Non dovete uscire di casa per comprarlo, ma lo leggete tranquillamente dal vostro computer, è fatto da ragazzi competenti che fanno informazione libera e credo che questi siano tutti motivi più che sufficienti per condividere e supportare questo progetto e mi auguro che tutti coloro che leggeranno questo post se ne interessino e diffondano la notizia... 
In risposta a chi ironicamente ha detto che sto diventando la versione femminile di Guglielmo Scilla dato che faccio video su Youtube, voglio lavorare in radio e ora sto anche scrivendo per un giornale, volevo dire che sì, in parte è vero, ma magari fossi come lui, per ora il mio è un ambito molto ristretto rispetto al suo... Ma comunque, nonostante tutti i miei impegni, ricordate che I'm still Helda from the block.

sabato 23 febbraio 2013

Appunti di produzione #5.

E se fossi anche io una bimbaminkia?
Per tutto il periodo immediatamente successivo al concerto degli About Wayne questa domanda non ha fatto altro che perseguitarmi... Proprio io, abituata a stare su palchi importanti e a contatto con persone famose, ho abbandonato in parte la mia solita professionalità fuori al Caos Rock Club e mi sono sentita di nuovo una tredicenne in preda ad uno tsunami di emozioni.
Okay, forse è un po' esagerato, però gli About Wayne hanno tirato fuori il mio lato più "adolescenziale".
Il che è un bene, perchè questo mi ha dato l'ispirazione per un nuovo video...
L'idea di parlare un po' delle ragazzine e dei nuovi "idoli" ce l'avevo già da un po', ma appunto non sapevo come parlarne... Poi l'idea è venuta, grazie a numerose pippe mentali fatte con Valentina, l'amica con cui sono andata al concerto e che è stata fondamentale per lo sviluppo del "copione"; tutto quello che avevamo detto - sia per scherzo che non -, alla fine è stato rielaborato, sarcastizzato e poi è finito su Youtube.
Eccomi quindi al quinto video, mi sembra quasi un traguardo, insomma cinque video! Ed io che pensavo che ne avrei fatto solo uno che avrei cancellato poco dopo per la mia solita ed alquanto fastidiosa timidezza. Invece no, ho continuato ed adesso sono finita nel tunnel tipico (o almeno credo) degli Youtubers. Dopo aver caricato un video, penso subito al successivo, a cosa fare, di cosa parlare e soprattutto come migliorarmi.
Ecco, come migliorarmi. In questo video ho cercato di lavorare un po' di più sull'aspetto tecnico ed ho cercato di non lasciare nulla al caso. Per questo mi sono impegnata a trovare - per quanto possibile - le luci adatte, ho dato abbastanza importanza al montaggio (che è tutta un'altra cosa usando un Mac ed iMovie, che per quanto non sia il programma migliore è decisamente un livello molto superiore rispetto ad Moviemaker) e poi mi sono sperimentata nell'effetto chromakey con il green screen. Apparte il fatto che ho cercato un telo verde adatto per tutta Bologna (per due settimane!) e che poi ho scoperto che mia nonna ne aveva uno che per un livello così amatoriale di video, potrei definire perfetto ed apparte che non è venuto proprio bene, sono soddisfatta del risultato... Almeno ho dato quasi l'impressione di trovarmi ad un concerto e non nella mia camera!
Insomma, mi sono divertita parecchio a fare questo video, in primis perchè mi sono impegnata parecchio ed ho cercato di perfezionare - per quanto possibile - il livello tecnico e poi perchè le cosiddette "bimbeminkia" mi fanno molto sorridere, in fondo tutti siamo stati un po' "bimbiminkia" in un periodo della nostra vita, insomma, io dicevo di essere la moglie di Duncan James e quando ho avuto la possibilità di incontrarlo al FestivalBar del 2006, ho chiesto a mia madre di prestarmi il suo abito da sposa... Solo che quando io ero ragazzina, non c'erano ancora tutti i Social e quindi la mia "bimbaminkiaggine", come quella di molti altri, era molto più nascosta.
Insomma, se è vero che il 5 è il mio numero fortunato, allora spero che questo video mi porti fortuna...

domenica 17 febbraio 2013

Impulsiva, irrazionale, ironica.

È tardi, è stata una giornata intensa che ha concluso una settimana intensa all'università e ho deciso di scrivere un post, probabilmente delirante vista l'ora e la stanchezza. Come al solito scrivo di sabato sera. Evidentemente il sabato sera bolognese mi dà l'ispirazione. O forse non ho niente di meglio da fare.
Sì... Il titolo mi rispecchia molto. Probabilmente se mi chiedessero tre aggettivi che mi descrivono, sceglierei questi. Impulsiva, irrazionale, ironica.
Non sono mai stata una persona che si perde in lunghe riflessioni, che medita tanto prima di fare o dire qualcosa. Anzi, di solito la mia bocca o il mio corpo si mettono in funzione ancora prima della mia mente. Parlo a vanvera, dico cose fastidiose e prendo decisioni con la stessa velocità in cui viaggia il Bosone di Higgs. Non che ci sia molto da esserne fieri, però non mi riesce proprio di perder tempo a pensare, di farmi infinite pippe mentali chiedendomi se sia giusto o sbagliato fare una determinata cosa. La faccio e basta. Di solito però le migliori decisioni che ho preso sono state quelle meno riflettute, quelle prese impulsivamente. Sesto senso? Istinto? Mah, chi può dirlo. In fondo se sbaglio sono io a prendermene le conseguenze, non è mai successo che pagasserò per me.
Per questo non riesco a pentirmi di essermi svegliata stamattina con la voglia di una piada alla Nutella e la voglia di andare a Milano... e di averle soddisfatte entrambe. Nel giro di due ore e mezza mi sono svegliata, ho fatto colazione, prenotato i biglietti del treno e sono andata a Milano. Per tre ore. Però è stato un pomeriggio degno di nota.
L'irrazionalità credo sia molto legata all'impulsività. Non si può dire che passare tre ore a Milano così, giusto perchè mi andava, sia razionale, così come non si può definire razionale la scelta di andare a vivere da sola a diciotto anni, in un'altra città, lontana da tutti, per studiare al DAMS ed inseguire un qualcosa che molti definirebbero solo fumo. Non ho deciso di voler diventare un avvocato, un medico, un economista, insomma qualcosa di utile e serio. No, ho deciso di consacrarmi in tutto e per tutto all'arte, alla musica, allo spettacolo... Fumo, insomma.
Eppure l'ho fatto. Perchè sono irrazionale, sì e perchè sono una sognatrice, il che è più o meno lo stesso. Ma il mondo è pieno di gente che decide di fare qualcosa perchè conviene e non perchè piace. A me la gente così annoia. Trovo molto più affascinante una persona che a cinque anni diceva di voler fare la cantante, così come a dieci e a quindici anni... E a venti non solo continua a dire di voler fare la cantante, ma di voler essere il più completa possibile nell'ambito dell'arte e dello spettacolo e di voler fare anche la speaker... Ma non così per gioco, no. A Radio Deejay, mica l'ultima robetta?
E proprio a Radio Deejay che oggi ho vissuto un momento intenso, di quelli che di sicuro ricorderò per tutta la vita. Un momento come l'operazione alle adenoidi, i lunedì allo Zoo di Napoli con mio padre, la prima volta su un palco, la ninna nanna che mi cantava mia madre, l'iscrizione al DAMS... Sì, essere lì. in Via Massena 2, davanti la sede di Radio Deejay è stato uno di quei momenti che se la vita fosse un tweet, aggiungerei di sicuro ai preferiti.
E poi sono ironica... Molto ironica. La mia professoressa di lettere del liceo me lo diceva spesso quando facevo gli articoli di giornale per i compiti d'italiano. È insita in me, non posso farci niente.
Ed è proprio con "grande ironia e sempre con la massima umiltà" che in questi cinque giorni ho commentato il Festival Di Sanremo, parteggiando soprattutto per la vittoria della musica, quella vera, bella, quella che non è legata a sporchi giochi di sottofondo.
Un Sanremo differente dagli ultimi e di sicuro molto migliore di un Festival in cui si è parlato più della farfalla di Belen che della musica; un Sanremo volto alle sfide, non solo quelle delle canzoni in gara... Un Sanremo che da aspirante partecipante del panorama della musica italiana, non ha deluso, ma ha solo sorpreso... Un Sanremo in cui esce vincitore - a mio parere con grandissimo merito - Marco Mengoni e non i Modà (e Suraci); in cui escono vincitori gli Elio E Le Storie Tese che con la loro ironia e la loro immensa bravura non solo hanno vinto i premi della critica e del miglior arrangiamento, ma sono anche arrivati in finale; un Sanremo in cui escono vincitori soprattutto Fabio Fazio e Luciana Littizzetto che l'hanno portato avanti per cinque giorni egregiamente... [Un Sanremo in cui, in qualche modo, ne esce vincitrice un po' anche Radio Deejay, se proprio vogliamo dirla tutta.]
Insomma bello.
E ora sono le due, sono così stanca che appena salirò sul mio letto a castello mi addormenterò in un secondo ed è una buona prospettiva per una che ci mette in media un quarto d'ora prima di riuscire sul serio a prendere sonno.
Ed è un buon momento per concludere questa giornata, questo quarto weekend iperattivo, dopo il mio compleanno a Napoli, il bellissimo concerto degli About Wayne e il Carnevale a Venezia.
Poi inizio a prepararmi per tener fede ad una promessa: all'inizio del Festival ho detto che se avesse vinto Marco Mengoni, avrei cantato a squarcia gola un pezzo di "Credimi Ancora" sotto la statua del Nettuno in Piazza Maggiore. Bene. Io tengo sempre fede alle mie promesse, quindi a breve caricherò sulla mia pagina Facebook, Curlyaitch, il video della mia esibizione. 
Per il resto... buona notte, buona domenica... Insomma, buon tutto.


sabato 2 febbraio 2013

C'è un momento per tutto.

Ultimamente trovo l'ispirazione per scrivere quando sono da sola, cosa che da quando sono diventata una studentessa fuori sede a tutti gli effetti, capita spesso; così mi ritrovo qui, seduta nel silenzio della mia camera a Bologna e cerco di riordinare i pensieri e a volte, ammetto, è più complicato che riordinare la mia stanza. Non perchè abbia chissà quali preoccupazioni o pensieri gravi, ma perchè ho troppi pensieri, talvolta stupidi, che potrei - o meglio vorrei - fare a meno di pensare. Ma ancora non ho imparato a spegnere il cervello.
A scandire il flusso di pensieri che affollano la mia testa nelle ultime ore c'è lo scrosciare continuo e snervante della pioggia che ci sta allietando con la sua presenza da troppe ore, prendendo quasi con prepotenza il posto della nebbia degli ultimi giorni che rendeva la Rossa surreale, quasi lunare, ma che era probabilmente più piacevole della pioggia.
Non potevo trovare un momento migliore per scrivere dopo questi giorni così intensi e spero di riuscire a filtrare il flusso incessante dei miei pensieri e a scrivere cose sensate prima che la stanchezza accumulata mi annebbi definitivamente la mente.
Di solito non sono così prolissa e non faccio preamboli così ampi, ma evidentemente l'aumentare dell'età mi rende particolarmente loquace. O noiosa. Ai posteri l'ardua sentenza.
Dunque... a proposito dell'aumentare dell'età, posso dire ufficialmente di non avere più un'età che in inglese verrebbe definita "teen". Infatti, esattamente una settimana fa a quest'ora ero in un locale a Napoli con le persone a me più care e mi accingevo a soffiare ben venti candeline sulla mia crostata di crema pasticcera. Vent'anni. Wow. Sarà che sono affetta dalla Sindrome di Peter Pan, ma mi sembrano arrivati sul serio troppo presto, come se la ragazzina che sette anni fa saliva timorosa per la prima volta su un palco, fosse solo un ricordo remoto, uno scherzo della mia mente.
E proprio perchè di crescere non ne ho proprio fretta, ho deciso di fare una cosa molto da teenager, forse una delle ultime cose pazze da "adolescenti"... Per chi è appassionato di youtubers e che quindi conosce Freaks! The Series, probabilmente conoscerà di conseguenza le band che ne fanno parte, ovvero gli Electric Diorama e gli About Wayne. Per me non è proprio così, nel senso che non sono una che tende ad appassionarsi a qualcosa perchè fa parte di qualcos altro, quindi inevitabilmente ho sentito le loro canzoni, in particolare la colonna sonora della web series e poi incuriosita sono andata a cercarmi le altre canzoni e mi sono piaciute molto, soprattutto quelle degli About Wayne che fanno un tipo di musica che io amo particolarmente; così, dato che avevo letto che venivano a Bologna per aprire il loro tour 2013, ho convinto una mia amica di Milano ad andare insieme a vederli e così nel giro di una settimana ci siamo ritrovate dal fantasticare sul concerto al trovarci sul serio insieme al Caos Rock Club, il locale dove ieri sera hanno suonato. Un finale quasi da film.
Nonostante l'attesa al freddo, un po' di difficoltà per raggiungere il posto e le due band di apertura che non erano proprio il massimo, posso affermare che ne è valsa la pena. Assolutamente.
Sebbene abbiano un repertorio abbastanza ridotto di appena tredici canzoni, gli About Wayne hanno fatto un concerto incredibile che mi ha molto emozionata e li ho apprezzati ancora di più vedendoli dal vivo perchè hanno superato di gran lunga le mie aspettative. E per dirlo io che non amo perdermi in encomi vari, direi che loro sono bravi sul serio. Dei grandi musicisti, il cui cantante ha una voce pazzesca e i cui testi sono molto coinvolgenti... e poi sanno tenere il palco molto bene, sebbene siano abbastanza giovani e purtroppo non ancora molto famosi.
Insomma, un gran bel concerto che secondo me vale la pena vedere perchè si passa una piacevole ora in compagnia di buona musica e, dato che anche l'occhio vuole la sua parte, oltre alla bravura, alle ragazze meno in fissa per l'aspetto tecnico, farà piacere sapere che sono anche molto carini. Inutile che dica che il cantante è per eccellenza il leader della band anche sotto questo aspetto, perchè sicuramente chi conosce gli About Wayne, lo sa già da sè.
E nel frattempo posso iniziare a fare un segno sulla lista interminabile di concerti che quest'anno vorrei proprio vedere, senza però depennare completamente gli About Wayne, perchè non disdegnerei un'altra serata come quella di ieri sera e che cercherò di rifare il prima possibile, esami ed impegni vari permettendo.
Beh, adesso, a ventiquattro ore quasi esatte dal concerto degli About Wayne, con la stanchezza che si fa sentire e il rumore della pioggia che lentamente sta diventando una ninna nanna non dico piacevole, ma abbastanza efficace dal farmi restare con fatica ad occhi aperti, direi che c'è un buon momento per tutto... c'è un momento per decidere di voler vedere una band venerata soprattutto da ragazzine in pieno tsunami ormonale e fregarsene per questo, c'è un momento per scrivere un po' e c'è un momento per andare a dormire quando le emozioni accumulate in una settimana sono così soddisfacenti che va bene anche concluderla così, con un piovoso sabato sera in casa da soli.


mercoledì 23 gennaio 2013

Il flop di Muccino e Django, eroe moderno.

Sì, la vita da studentessa universitaria fuori sede, procede bene. Insomma, non sono ancora morta per intossicazione alimentare, sebbene qualche giorno fa abbia "cucinato" una frittata che aveva un aspetto orribile, tipo il Pulcino Pio dopo il passaggio del trattore, nè sono morta di fame, perchè - bene o male - sto mangiando. Insomma, non dico che sia facile, ma dopo un po' si impara che il mocio va strizzato prima di lavare a terra, a meno che non si voglia fare la fine di Cenerentola che faceva le bolle di sapone (e ci metteva una vita!), si impara ad avere un rapporto civile con la lavatrice e si impara a vivere una nuova vita. Mi consola che nulla possa essere più complicato del studiare la sintesi proteica al liceo, se ho superato quello, posso fare qualsiasi cosa!
Ma in questo post non voglio parlare della mia independent life, insomma, per chi mi segue su Twitter o sulla mia pagina Facebook ne ha sentito abbondantemente parlare.
Si avvicina la Notte degli Oscar e dopo un po' di tempo, torno con le mie recensioni inappropriate sui film.
Essendo fondamentalmente una romanticona, ho deciso di sfidare le recensioni a dir poco taglienti ed andare a vedere "Quello che so sull'amore", il terzo film americano di Gabriele Muccino. D'accordo che dopo film come "Alla ricerca della felicità" che ha commosso l'America e "Sette anime", ci si aspetta da lui film di un certo spessore e in effetti il budget impiegato per la realizzazione di questo film, nonchè per la scelta di un cast così importante, facevano presupporre qualcosa di meglio.
Effettivamente non è proprio uno dei suoi film migliori, scorre lento, molte scene sono superflue e la trama è abbastanza banale: la classica storia di due che sono stati insieme, non è funzionata la prima volta sebbene si amassero molto, poi lui cambia e tornano insieme salvando la famiglia. Beh, in effetti è una trama un po' facile, lontana dagli effetti spettacolari di Hollywood, dai colpi di scena e dal patos e probabilmente avrebbe funzionato molto di più con un cast meno importante e magari se fosse stato fatto in Italia, dove Muccino con commedie del genere ha già una certa esperienza e piace molto, per questo non mi sorprende che il flop sia stato negli USA e non in Italia dove "Quello che so sull'amore" ha fatto molti incassi già nel primo weekend nelle sale. In definitiva, non è un gran film, ma non è nemmeno così brutto come invece hanno affermato le critiche americane.
Nelle sale in questo periodo c'è anche il nuovo lavoro di Tarantino. Ben lontano dai classici film western con abili pistoleri, la vita nel Sud degli Stati Uniti e "Knockin' On Heaven's Door" in sottofondo, Django si presenta come una sorta di eroe moderno che passa dall'essere schiavo di colore rassegnato alla sua esistenza, al diventare cacciatore di taglie, uccidendo così i malfattori seguendo un po' la legge del taglione però "approvata" e facendo di tutto per ritrovare la donna amata. Capovolgendo dunque l'ideale del "negro cattivo" che si contrappone come antieroe al "bianco buono"; grande smacco per un mondo in cui questo ideale paleolitico esiste ancora e tutt'ora si ripropongono storie di razzismo raccapriccianti.
Il marchio di Tarantino è inconfondibile, alle scene eccessivamente violente che cadono nel parossismo per le sparatorie esagerate, alle morti caratterizzate da schizzi esagerati di sangue e una trama abbastanza forte si contrappone un'ironia sottile che fa scoppiare la sala in sonore risate, talvolta nei momenti più inopportuni.
Insomma, è un bel film che ho apprezzato molto, apparte le scene spaltter alle quali io sono particolarmente sensibile e che quindi evito di guardare, bella la fotografia e anche molto la colonna sonora, anche se è lontano dai primi film di Quentin ed è molto meno forte.
Però non mi stupirebbe se nei prossimi tempi Django, con la sua mira infallibile, i suoi occhi neri e la sua sete di vendetta nei confronti di un mondo bianco che gli ha rovinato la vita, diventi un eroe moderno.

martedì 15 gennaio 2013

Cambio casa, vita e abitudini, ma non cambio radio!

Ho voluto iniziare questo post con il titolo della mail che venerdì ho mandato a Radio Deejay e che mi ha permesso di parlare con Alessandro Cattelan in diretta a Catteland e che ho considerato un po' il mio portafortuna per questa nuova esperienza.
L'argomento della puntata erano i cambiamenti e il mio è un grande cambiamento. Ho fatto le valige e mi sono trasferita a cinquecentottantasei chilometri da casa per realizzare un sogno... uno dei tanti. Studiare al DAMS.
Così sono passata dall'essere la principessina viziata da mamma e papà - in sedi e momenti differenti - al trovarmi con una pentola in mano e l'iPad nell'altra per cercare di capire come si cucina pasta e lenticchie.
Oggi è il primo giorno effettivo in cui sono sola, o meglio, ho iniziato a cavarmela da sola e direi che a mezzanotte meno un quarto posso dire buona la prima.
Quando inizierò a prendere più la mano con le pulizie, la cucina, lo studio e tutto il resto, ho vari progetti per il mio futuro prossimo: innanzitutto voglio fare un corso d'inglese adeguato e voglio tornare a padroneggiare la lingua come prima dato che dopo la fine del liceo l'ho un po' persa, poi voglio continuare a fare video su Youtube, insomma, per quanto futile possa sembrare, è comunque un passatempo migliore di altri e inoltre mi permette di dedicarmi in modo semplice e divertente alla regia che da un po' si è intrufolata con prepotenza nelle mie passioni e infine voglio cercare una radio locale dove fare la speaker ed iniziare a portare avanti anche quest'altra passione, perché se il sogno è poter parlare a Radio Deejay, non come ascoltatrice emozionata, ma come speaker, non posso certo pretendere di andare lì senza aver mai fatto un'esperienza simile e poi Bologna è a un'ora e un quarto da Milano, dalle case discografiche e dalle radio appunto, quindi... chi può dirlo.
Con questo non voglio dire che da qui a chissà quanto tempo io avrò realizzato tutti i miei sogni, che mi rendo conto, sono un po' troppo grandi, ma volevo che questo post incoraggiasse chiunque lo leggerà a sognare e a non smettere mai di farlo.
Lo ripeterò sempre, sono sicura che vale la pena lottare per i propri sogni, anche se è difficile... Per me lo è stato e di certo la situazione ora non sarà tutta rose e fiori, ma ho raggiunto il mio obbiettivo dopo essermi sentita per un anno come un fantasma che resta nella sua non-vita perché ha dei conti in sospeso... Io finalmente ho risolto i miei, sono finalmente qui a Bologna dopo averlo voluto con tutta me stessa! Forse con qualcos'altro sarò meno fortunata, qualcuno obietterà che non si può avere tutto dalla vita, forse è così, ma secondo me provarci è già un buon inizio.
E l'incoraggiamento è soprattutto per coloro che non hanno ancora smesso di sognare, che non si lasciano condizionare dalle tante persone - troppe! - che dicono che non c'è speranza, che i sogni sono per sfigati, che bisogna pensare a trovare un lavoro, qualsiasi esso sia e non cercare di fare quello che si ama, perchè non c'è più tempo per le passioni, perchè c'è crisi e tutto il resto. Forse è per questo che il mondo (e l'Italia in particolare) sta crollando a pezzi, perchè troppe persone hanno lasciato i sogni nel cassetto.
I miei cassetti invece sono pieni di tanta altra roba (vestiti, CD, cianfrusaglie) e per i sogni lì non c'è spazio - detesto sgualcirli! - e così li ho tirati fuori ed ne ho accettato tutte le conseguenze, le cose belle e anche quelle brutte, come ad esempio la lontananza e la sensazione di solitudine in certi momenti, un po' come questo.
A voi la scelta.
Per quanto riguarda me, potrei anche pensare di fare un manuale per studenti fuori sede alle prime armi, con tanto di video-tutorial in cui spiego come si cucina, come si cambiano le lenzuola su un letto a castello e tante altre cose, insomma, prima o poi dovrò impararle no? Comunque vi terrò aggiornati e se non mi si sente per troppo tempo, allora chiamate qualcuno!